Quando il mattoncino si fa serio

Immaginate un gruppo di manager.

Sono concentrati ma nessuno è seduto.

Sono tutti in piedi e si sporgono leggermente in avanti sul tavolo.

Discutono animatamente di business.

Parlano di strategie, ipotizzano piani d’azione, esplorano scenari diversi.

Spesso chi parla indica con un dito qualcosa sul tavolo.

E sul tavolo c’è una complessa costruzione fatta con i mattoncini Lego.

La metodologia di facilitazione applicata è Lego Serious Play.

Si tratta di una tecnica di facilitazione per pensare, comunicare, sviluppare insights e risolvere problemi in gruppo, e consiste nell’utilizzo dei mattoncini e degli elementi del Lego per costruire metafore, modelli reali di concetti e idee.

Ora immaginate 30 ragazzi.

Anch’essi concentrati, in piedi, che discutono.

Non hanno piani d’azione, ma idee.

Si stanno mettendo in gioco grazie al workshop Lego Serious Play, che si articola in 4 passaggi fondamentali ed obbligatori:

  • Sfida: il facilitatore disegna la sfida al gruppo, che dipende interamente dall’argomento che il workshop vuole coinvolgere.
  • Costruzione: la risposta dei partecipanti alla sfida consiste nel costruire un modello con il Lego individualmente.
  • Story Telling: tutti i partecipanti raccontano la storia che dà significato al proprio modello, cioè spiegano I loro pensieri, associazioni, emozioni e sensazioni che sono venute in mente loro durante la costruzione.
  • Riflessione: per cristallizzare le conoscenze fondamentali che emergono; per porre domande di chiarimento sui modelli, per riassumere sorprese e collegamenti.

La forte valenza esperienziale dell’approccio si concretizza nella costruzione di modelli e cioè nell’utilizzo delle mani, che permette di mettere in gioco contemporaneamente i due emisferi del nostro cervello dando quindi spazio a emozioni e creatività che spesso vengono messi a tacere nei processi strategici.

Facilita e rende più produttiva la generazione di nuove idee.

Crea lo spazio per una comunicazione più articolata.

Ecco le reazioni.

“Hard fun, questo è il vero spirito del workshop. Costruire con i mattoncini Lego è un’azione alquanto ricreativa e divertente. Il gioco si complica quando si inizia a costruire con altri. Come da bambini siamo gelosi dei nostri giocattoli, così da adulti lo siamo allo stesso modo delle nostre idee. LSP crea punti di coesione, forza, valore.”

“LSP è stata un’esperienza nuova. L’ho trovato molto potente e mi piacerebbe poter essere in grado di metterlo in pratica più spesso perché lo trovo uno strumento utilissimo. Mi sono divertita e lavorare così ha fatto emergere delle cose molto vere che mi sono state utili non solo nella implementazione di una strategia comunicazionale più efficace ma anche in un ipotetica futura relazione con i miei colleghi in azienda.”

“Mi è piaciuto molto, utile, utilissimo nel momento in cui ho dovuto gestire delle criticità. Spirito di adattamento.”

Il primo workshop è stato dunque un gran successo.

Nonostante i numerosissimi feedback positivi in Italia ancora non è molto diffuso.

Forse al lavoro ci si prende ancora troppo sul serio e le ortodossie aziendali faticano a prendere in considerazione queste nuove metodologie. Eppure basta provare una volta per capire la bellezza e la potenza del metodo.

Del resto diceva Nietzsche: “Maturità dell’uomo: significa aver ritrovato la serietà che da fanciulli si metteva nei giuochi.”