Da un’idea a un’impresa: come usare il Growth Hacking!

Sogni di diventare il prossimo Mark Zuckerberg? Se stai cercando una formula magica per avere successo in fretta e con poca fatica hai iniziato con il piede sbagliato. “Non basta mettere su un proprio sito, non basta fare tre o quattro vendite o creare una partita iva per fare una propria impresa” spiega Andrea Roberto Bifulco, direttore di Startup Grind e creatore del Growth Hacking Day. Per far crescere una propria idea o un proprio progetto bisogna infatti dedicarvi tempo e impegno, cercando soprattutto di creare valore ripetutamente. Cosa significa? Significa che per avere successo bisogna continuamente guadagnarselo. Per farlo uno degli strumenti che oggi può essere più d’aiuto a una startup o un’impresa è il Growth Hacking.

Che cos’è il Growth Hacking, ti starai chiedendo. “Se volessimo raccontarlo a un bambino proverei a dire che è un modo per trovare una scorciatoia per crescere” afferma Bifulco. Esso in pratica consiste nel trovare un insieme di strategie – basate su un’intersezione tra dati, marketing digitale e prodotto – per far crescere un’azienda. Per capire però meglio come funzionano queste strategie osserviamo un esempio di successo, il caso Dropbox. Per aumentare il numero di utenti sul proprio sito i proprietari di Dropbox si sono inventati il referral program, una strategia semplice ma efficace che ha permesso loro di aumentare il traffico online. Come? Essi hanno spinto i propri utenti a invitare i loro amici a iscriversi offrendo in cambio GB di spazio in più per ogni amico invitato. “Tutto stava nell’effetto rete. – racconta Bifulco – Nel fare questo sono passati dall’avere 1.000 utenti ad oggi che ne hanno più di 1 miliardo”.

Per avere successo quindi basta copiare la strategia di Dropbox? Sbagliato. Uno degli errori che vengono più comunemente ripetuti infatti è quello di pensare che sia sufficiente copiare le tecniche delle grandi imprese per avere successo. “Quando si parla di trucchetti, di hacks, è semplicemente un modo per dire che ci sono delle strategie. Ma queste non sono applicabili per tutti, non esiste un mazzo di carte fatto di strategie.” spiega Bifulco “Direi che è difficile copiare un trucco che ha fatto un’altra azienda, perchè ovviamente cambia il mercato, il sistema, il momento. Quindi se tu adesso usassi la stessa strategia di dropbox, non avresti la stessa forza che avevi 10 anni fa quando è nato il referral program, perchè probabilmente gli utenti non invitano più gli amici per avere gratis dello spazio se da altre parti già ce l’hanno”.

“Ovviamente sta tutto un pochino nella replicabilità, ci sono alcuni trucchetti che possono essere replicati tra un settore e l’altro – sottolinea Bifulco – ma sono delle strategie che probabilmente sono di recente creazione”. Cosa significa? Nel momento in cui qualcuno crea una growth strategy efficace inizialmente essa porterà a grandi risultati. Una volta però che molti più buisness inizieranno ad usarla inizierà a perdere la sua efficacia, essendo diventata appunto di massa. Copiare o non copiare quindi? La cosa migliore che può fare un growth hacker è cercare un equilibrio, fare continuamente esperimenti e ricerche per capire di volta in volta quale formula usare per fare crescere la propria attività. Non è sufficiente infatti creare un buon prodotto o avere una buona idea per mantenere un’impresa, ma bisogna agire “costantemente in base a come cambiano gli interessi dell’utente e del mercato” aggiunge Bifulco.

Tutto questo è fondamentale soprattutto nell’era di internet, in cui la competizione è aumentata e l’attenzione delle persone è diminuita. Quello che può fare un growth hacker per combattere gli svantaggi del web sono quelli di usarne a proprio favore i vantaggi; sfruttare quindi i costi bassi, investire nella formazione online e sfruttare l’assenza di confini virtuale per arrivare sul mercato globale e aumentare quindi le proprie possibilità di crescita. “Nel momento in cui tu stai facendo una startup ci sono già 10 persone che l’hanno già fatta, che già stanno costruendo molto più avanti di te.” spiega Bifulco. “Il consiglio che posso dare ai giovani è probabilmente che prima di fare l’imprenditore bisogna veramente pensarci, bisogna avere una valigia piena di competenze e di interessi”, ma soprattutto bisogna lavorare con persone che possiedono i propri stessi valori ed essere all’altezza dell’impegno che si vuole prendere.

Se volete saperne di più del Growth Hacking non perdetevi il Growth Hacking Day il 14 gennaio a Milano.

 

(Yara Al Zaitr)