Blockchain e investimenti – per esperti e nuovi arrivati

Martedì 28 agosto 2018, presso l’Università Ca’ Foscari, si è svolto uno dei consueti incontri Startup Grind
community che, in oltre 400 paesi, raccoglie imprenditori, investitori, talenti e professionisti locali.
Argomento del ventottesimo evento è stato la Blockchain, tematica che ha riscontrato un notevole
successo e un’affluenza elevata; nonostante il recente calo del mercato, infatti, l’interesse per Blockchain,
Bitcoin e le monete digitali, è ancora rilevante.
L’evento è stato reso possibile grazie a Ca’ Foscari Alumni (che raccoglie oltre 12000 laureati dell’Università
di Venezia), la nostra associazione PiGreco T e Digital Meet.
L’incontro ha visto la partecipazione di 3 speaker locali: dapprima Alessandro Rossi, esperto di intelligence e
finanza che ha introdotto il concetto di Blockchain spiegando le attuali applicazioni in diversi ambiti
industriali. Seguito poi da Emanuele Morandi, trader professionista che si occupa di avvicinare i nuovi
arrivati al difficile mondo del trading di criptovalute. Infine, il Main Speaker Mauro Biasolo, Sap Project
Manager, esperto di ICO e di recente vincitore del Block Show Oscar a Las Vegas, ha parlato della difficoltà
attuale nella raccolta di fondi in ambito cripto.
Era presente anche Andrea Varriale, direttore di Startup Grind Napoli e di recente co-fondatore del chapter
di Malta che ha contribuito con alcuni spunti alle domande emerse durante l’incontro.
Vista la presenza di nomi così autorevoli, siete curiosi di conoscere i segreti e confutare i falsi miti che si
celano dietro la Blockchain? Riportiamo per voi un estratto delle domande che sono state poste al Main
Speaker dall’evento, Mauro Biasolo:

Che cosa sono le ICO? Sono ancora un modello vincente?
Un Initial Coin Offering (ICO) è l’equivalente approssimativo di uno spazio di criptovaluta a un IPO (Initial
Public Offering) nel mondo degli investimenti mainstream.
Negli ultimi tre anni le ICO hanno rappresentato una grande opportunità per raccogliere fondi da investitori
piccoli e grandi, i quali hanno ottenuto guadagni fino a 50 volte il capitale iniziale. Purtroppo le elevate
attese non mantenute, i comportamenti fraudolenti e le crisi delle maggiori criptovalute, hanno
determinato un rallentamento della raccolta nel 2018.

Quali sono le applicazioni della Blockchain?
Come dichiarato da uno dei massimi esperti di Blockchain Andreas M. Antonopoulos: “Blockchain è molto
di più che un sistema di pagamento”. E sembra proprio cosi: nonostante l’attuale scarsa diffusione la
Blockchain trova utilizzo in finanza, contabilità, supply chain, anti-contraffazione, gaming, e molto altro.
Durante l’evento Alessandro Rossi ci ha parlato di come il colosso delle spedizioni A.P. Møller – Mærsk
abbia diminuito i costi di gestione implementando, per l’appunto, la tecnologia Blockchain.

Quali sono le prospettive del Bitcoin?
Nonostante i recenti mesi in cui la principale criptovaluta sul mercato ha perso circa il 70% dai massimi, la
fiducia rimane alta per la capostipite delle valute decentralizzate. Alcuni eventi prossimi (come, ad
esempio, l’introduzione dell’ETF – exchange-traded fund) potrebbero generare una nuova fase di crescita
repentina.

Si tratta di una “fine senza ritorno”?
Probabilmente no, anche se ci si aspetta una maggiore regolamentazione e protezione degli investitori.
Nell’ambito EU, è interessante notare il caso Malta che, per prima, ha adattato la propria legislazione per
favorire l’ecosistema che gira attorno alla Blockchain.

Qual è la differenza tra Blockchain e database?
Sebbene Blockchain sia scambiabile come database, c’è una differenza di inquadratura dei due.
In generale, un Database in esecuzione sul World Wide Web utilizza l’architettura di rete client-server: un
client può modificare le voci presenti nel server centralizzato. Qualsiasi modifica dei dati viene aggiornata
automaticamente nell’intero sistema e il controllo del Database è affidato all’amministratore.
Tuttavia, per quanto concerne la Blockchain, lo stato cambia. Nel Database Blockchain, ogni partecipante
mantiene, calcola e aggiunge le nuove voci nel Database. Tutti i nodi lavorano insieme fornendo sicurezza
integrata. Una delle straordinarie caratteristiche di Blockchain è che aiuta a stabilire la provenienza: è
dunque possibile risalire all’origine. Con l’aiuto di Blockchain, risulta evidente come l’ultima versione e la
vecchia versione degli stessi dati, con timestamp e prove crittografiche, non sono state cambiate. Qualsiasi
voce rimane lì permanentemente, e non è possibile cambiarla.
Blockchain è una tecnologia decentralizzata, quindi la possibilità di modificare i dati non è limitata a gestori,
amministratori o organi di controllo. Nei database tradizionali, invece, la gestione e i permessi sono
centralizzati ai proprietari del servizio.

Qual è la differenza tra Proof Of Work (PoW) e Proof Of Stake (PoS)?
La Proof of Work è un algoritmo che viene utilizzato da diverse criptovalute per raggiungere un accordo
decentralizzato tra diversi nodi nel processo di aggiunta di un blocco specifico alla Blockchain. Possiamo
guardare alla Proof of Work come un lungo tentativo che alla fine produce una singola parte di dati che si
adatta all’interno del protocollo Bitcoin. Questo processo richiede molto tempo ed energia. Il Proof Of
Stake è invece basato sul principio che ad ogni utente venga richiesto di dimostrare il possesso di un certo
ammontare di criptovaluta. Si differenzia dai sistemi proof-of-work che sono basati su algoritmi di hash che
validano le transazioni elettroniche.

Le criptovalute sono strumenti che favoriscono l’illecito?
Il valore dell’illecito mondiale, (droga, attività illecite, tangenti e via discorrendo), è generalmente gestito in
USD o EUR. Nonostante il clamore dei media, le capitalizzazioni delle criptovalute sono minime rispetto ai
suddetti valori in valute tradizionali. I controlli sulle attività in Bitcoin sono auspicabili ma non
rappresentano certo un allarme come si è voluto far passare.
Le transazioni, proprio a causa della Blockchain, sono facilmente tracciabili ed è possibile per chiunque
vedere il flusso delle criptomonete da un indirizzo Bitcoin ad un altro, rendendo paradossalmente più facile
rintracciare il “denaro sporco”.

Utility o Security token?
La moda degli utility token, (una sorta di “gettone” che dà diritto ad usufruire di un servizio), sembra
passata: ora si punta maggiormente al concetto di security. L’idea di poter tokenizzare, e quindi rendere
maggiormente liquidi, mercati come il Real estate o progetti scientifici, rappresenta un’opportunità
quantificabile in trilioni di dollari.
In questo ambito è stato citato l’esempio di Scientific Coin: una piattaforma di crowdfunding decentralizzata
che si prefigge di facilitare il finanziamento di progetti scientifici accantonati per mancanza di fondi.

A che progetto sta lavorando ultimamente?
In questo momento sono impegnato con Scientific Coin: si tratta della prima piattaforma di crowdfunding con una
valutazione decentralizzata dei progetti scientifici. Un’idea molto ambiziosa volta a cambiare l’approccio con cui si
investe nella scienza.
Ad oggi, ci sono molti brevetti e ricerche che non raggiungono il mercato per carenza di fondi: vogliamo aiutare gli
investitori a diminuire il rischio ed investire maggiormente nella scienza. Per maggiori informazioni www.scientificcoin.com.
.
L’evento, come di consueto, ha poi permesso un informale momento di networking accompagnato da un buon buffet.

Alessia Maso