Approda in Italia Le Wagon, il miglior bootcamp al mondo che forma sviluppatori Full-Stack in 9 settimane

Diffusa in 26 città a livello internazionale e certificata da Corsereport e Switchup come primo Coding Bootcamp al mondo, Le Wagon sta ridefinendo il concetto di insegnamento della programmazione. Attraverso i suoi corsi vengono formati sviluppatori professionisti con competenze a 360 gradi per lo sviluppo software, i cosiddetti Full-Stack Developers. I Full-Stack sono coloro che possiedono una visione completa per lo sviluppo di un applicativo, sia per quanto riguarda l’interfaccia utente (front-end), quindi dove è richiesta anche una padronanza di UX/UI, sia a livello di performance e server (back-end), oltre che a possedere conoscenze di Product Management.

Francesco Ecclesie, Driver & Operations Manager, e a sua volta insegnante nelle classi di Parigi e Barcellona, si sta occupando dello sviluppo di Le Wagon in Italia e sostiene che” la figura dei Full-Stack è sempre piu’ richiesta nel panorama del mercato del lavoro moderno. Il motivo per il quale sono così richiesti e preziosi? Ce ne sono veramente pochi“.

Nel nostro Paese, in particolare, c’è un forte bisogno di simili profili. Francesco spiega infatti che

Il mercato Italiano, per quanto riguarda i servizi, sta crescendo tanto. Ogni giorno aziende hanno bisogno di persone ibride che possano interagire con i mondi Business e Tech allo stesso tempo. Nascono, inoltre, nuove startup con basi tecnologiche importanti. Perciò, c’è, e ci sarà sempre di più, richiesta di figure Full-Stack. In Italia non ce ne sono molte, e quelle che ci sono costano tanto. La maggior parte delle volte non sono aggiornatissime sulle ultime tecnologie in termini di development. Anche per questo abbiamo deciso di portare Le Wagon in Italia, per creare figure di questo tipo, pronte ad entrare in azienda con conoscenze pratiche e aggiornate“.

Le Wagon, infatti, nasce da due grandi esigenze: la prima è legata a fattori quali la progressiva digitalizzazione delle aziende e la scarsità di figure come Full-Stack Developers e Product Managers.  La seconda risiede nella mancanza di conoscenze tech per chi oggi vuole fare impresa e non sa come sviluppare la propria idea o il proprio prodotto.

Il pay-off di Le Wagon è chiaro e diretto: “Change your life, learn to code”. In 9 settimane gli studenti imparano skills tecniche che imparerebbero in due anni.

Ma chi sono gli studenti che applicano ai bootcamp di Le Wagon? “Le Wagon, racconta Francesco, si rivolge a 3 tipologie di persone: studenti che vogliono acquisire competenze tech, a chi ha un’idea di startup e vuole costruirsi la propria applicazione, oppure per chi vuole dare una svolta alla propria vita lavorativa e acquisire competenze in quello che ormai sarà presto il futuro del lavoro“.

La startup francese, fondata nel 2013, è cresciuta tantissimo. Ha formato oltre 2000 studenti con background diversi in tutto il mondo che sono rimasti in contatto per confrontarsi, scambiarsi risorse, strumenti e informazioni. Si è creata una delle migliori Community Tech al mondo. Come sottolinea Francesco, infatti, “il nostro punto di forza è l’internazionalità. I nostri studenti sono internazionali, parlano più di due lingue. Lo stesso vale per i nostri docenti, anche loro provenienti da diverse parti del mondo e con esperienze in grandissime aziende internazionali“.

Nel triennio 2018/2020 Le Wagon aprirà diverse nuove sedi a livello internazionale e la volontà è quella di associarsi alle più prestigiosi università mondiali. In Italia ha un obiettivo ambizioso: diventare il punto di riferimento per chi oggi ha bisogno di avere conoscenze tecniche specifiche di coding e ha dubbi su come farlo. Inoltre, spiega Francesco, “fungeremo anche da incubatore per chi ha idee di startup e non ha le competenze tech per crearle, e da recruiters per chi vuole entrare nel mondo del lavoro dal lato tech”.

Il prossimo Bootcamp a Milano si terrà a Marzo e sono già aperte le iscrizioni.

Francesco conclude con un caldo augurio: “Speriamo di far crescere tutti insieme l’Italia come paese. E per il 2019, forse avrà senso aprire anche in qualche altra citta“.

Gabriele Garofalo